Berlusconi in Parlamento: "Ora le opposizioni collaborino"
Oggi il premier, Silvio Berlusconi, riferisce alle Camere sulla situazione economica italiana. Ha scelto di parlare dopo la chiusura dei mercati, per avere un quadro generale completo ed evitare fluttuazioni incontrollate della Borsa che potrebbero derivare dalle sue dichiarazioni. “Sono qui per fare il punto sulla crisi e sulle decisioni che il governo intende assumere”, ha detto Berlusconi. Guarda la diretta dal Senato Leggi Così il Cav. cerca di convincere le Camere che l’Italia sta in piedi
21 AGO 20

“Sono qui per fare il punto sulla crisi e sulle decisioni che il governo intende assumere” è l’incipit del discorso che il premier Berlusconi ha pronunciato alla Camera, tra Frattini e Tremonti.
"La situazione che dobbiamo affrontare è la diretta conseguenza di una crisi di fiducia, che deve essere fronteggiata con coerenza e fermezza senza inseguire i nervosismi del mercato – ha proseguito Berlusconi – il nostro paese è solido. Abbiamo fondamentali economici solidi. Le nostre banche hanno superato gli stress test europei. Ovunque è aumentata l'incertezza, in particolare negli Stati Uniti e in Giappone", ha poi sottolineato il presidente del Consiglio.
"E' chiaro che i problemi sono diretta conseguenza della crisi di fiducia che scuote i mercati internazionale e che non accenna a placarsi sia per l'incertezza sull'euro che per la spinta della speculazione finanziaria", ha spiegato ancora sottolineando come "il paese ha un sistema politico solido".
"Le banche italiane sono ben capitalizzate, in grado di soddisfare le esigenze finanziarie delle famiglie e di sostenere la ripresa e la crescita del credito al settore privato è superiore a quella degli altri paesi. I ribassi delle azioni delle nostre banche sono assolutamente eccessivi. I valori di mercato sono di gran lunga inferiori ai valori di bilancio". Il sentiero di riduzione del deficit deve essere percorso, di fatto, più rapidamente, “è quello che ci chiedono ed è quello che noi faremo", ha incalzato il premier.
Sui costi della politica Berlusconi ha annunciato “una forte riduzione delle auto blu e l'adeguamento degli stipendi delle cariche pubbliche alla media europee”. Poi , in vista dell’incontro di domani con le parti sociali, il governo proporrà un piano nazionale per la crescita economica e l'occupazione “che sono la conseguenza di una positiva convergenza dei comportamenti responsabili degli attori sociali. Per questo ci adopereremo per un'intesa con le parti sociali sui modi per realizzare una efficace unità d'intenti”.
A conclusione del suo intervento Berlusconi ha ribadito che “nessuno nega la crisi, tutti dobbiamo lavorare per superarla. State ascoltando un imprenditore che ha tre paziente in borsa, ed è pertanto nella trincea finanziaria. Ciascuno deve fare la propria parte. Non chiedo alle opposizioni di condividere il nostro programma, ma auspico che non perdano mai di vista l’obiettivo comune: portare l’Italia fuori dalla crisi che è planetaria. Non rimarremo sordi alle vostre proposte. Il governo è pronto a fare la sua parte: abbiamo la maggioranza in parlamento e il desiderio di consegnare agli italiani tra due anni un paese forte e sicuro di se”.
"La situazione che dobbiamo affrontare è la diretta conseguenza di una crisi di fiducia, che deve essere fronteggiata con coerenza e fermezza senza inseguire i nervosismi del mercato – ha proseguito Berlusconi – il nostro paese è solido. Abbiamo fondamentali economici solidi. Le nostre banche hanno superato gli stress test europei. Ovunque è aumentata l'incertezza, in particolare negli Stati Uniti e in Giappone", ha poi sottolineato il presidente del Consiglio.
"E' chiaro che i problemi sono diretta conseguenza della crisi di fiducia che scuote i mercati internazionale e che non accenna a placarsi sia per l'incertezza sull'euro che per la spinta della speculazione finanziaria", ha spiegato ancora sottolineando come "il paese ha un sistema politico solido".
"Le banche italiane sono ben capitalizzate, in grado di soddisfare le esigenze finanziarie delle famiglie e di sostenere la ripresa e la crescita del credito al settore privato è superiore a quella degli altri paesi. I ribassi delle azioni delle nostre banche sono assolutamente eccessivi. I valori di mercato sono di gran lunga inferiori ai valori di bilancio". Il sentiero di riduzione del deficit deve essere percorso, di fatto, più rapidamente, “è quello che ci chiedono ed è quello che noi faremo", ha incalzato il premier.
Sui costi della politica Berlusconi ha annunciato “una forte riduzione delle auto blu e l'adeguamento degli stipendi delle cariche pubbliche alla media europee”. Poi , in vista dell’incontro di domani con le parti sociali, il governo proporrà un piano nazionale per la crescita economica e l'occupazione “che sono la conseguenza di una positiva convergenza dei comportamenti responsabili degli attori sociali. Per questo ci adopereremo per un'intesa con le parti sociali sui modi per realizzare una efficace unità d'intenti”.
A conclusione del suo intervento Berlusconi ha ribadito che “nessuno nega la crisi, tutti dobbiamo lavorare per superarla. State ascoltando un imprenditore che ha tre paziente in borsa, ed è pertanto nella trincea finanziaria. Ciascuno deve fare la propria parte. Non chiedo alle opposizioni di condividere il nostro programma, ma auspico che non perdano mai di vista l’obiettivo comune: portare l’Italia fuori dalla crisi che è planetaria. Non rimarremo sordi alle vostre proposte. Il governo è pronto a fare la sua parte: abbiamo la maggioranza in parlamento e il desiderio di consegnare agli italiani tra due anni un paese forte e sicuro di se”.
Dopo l'informativa di Berlusconi ha preso la parola il neo segretario del Pdl, Angelino Alfano, che ha detto: "Abbiamo assistito sgomenti alle dichiarazioni di chi diceva che i mercati chiedevano le dimissioni del governo. Da quando sono i mercati a stabilire che i mercati vadano a casa? E il popolo? E ciascun cittadino che ruolo ha? Noi siamo affezionati a quella nobile idea che i governi sono espressione del popolo". E poi: "Noi siamo contrari a fantomatici governi tecnici che non hanno a che fare col popolo. Gli italiani quando sentono parlare di governi tecnici devono pensare al profumo delle tasse".
Il leader del Pd, Pier Luigi Bersani, nel suo intervento è invece tornato a chiedere le dimissioni del governo: "Fate un passo indietro", ha detto Bersani, proseguendo: "Mi ha impaurito il discorso di Alfano. Io penso che l'Italia sia finita molto seriamente nei guai. Serve una svolta politica senza la quale nessuna cosa ci porterà risultato, perché il nostro paese è colpito e impaurito dalla crisi e sta maturando il disprezzo verso la politica e le istituzioni".
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